Nell’intento di verificare le potenzialità tecnico-produttive e colturali di sviluppo di coltivazioni agricole idonee alla produzione di biocombustibili, in conformità con i Reg. (CE) n. 1782/2003 e 2237/2003 e con la Legge n. 81/2006, e in attuazione del Piano Regionale per l’Energia della Puglia, la Provincia di Foggia ha conferito all’ENEA e al CIRP, l’incarico di elaborare uno studio di fattibilità per la realizzazione di una filiera agroenergetica, che preveda la riconversione colturale, il riutilizzo di eccedenze produttive ed il recupero di terreni marginali, nonché la localizzazione nel territorio della provincia di un impianto sperimentale dimostrativo per la produzione di biocombustibili.
L’attività ha riguardato uno studio di prefattibilità nel quale sono stati affrontati i seguenti aspetti:
• Indirizzo produttivo. Poiché la filiera è essenzialmente agricola, si è individuata la più opportuna combinazione tra biodiesel e bioetanolo che, in relazione allo stato delle tecnologie disponibili e degli altri fattori di processo, appaiono complementari e compatibili sia in termini di produzione agricola che di tecnologie.
• Indirizzo colturale. La scelta colturale dipende direttamente dall'indirizzo produttivo, poiché biodiesel e bioetanolo sono legati alla coltivazione di prodotti diversi.
• Tecnologia produttiva e dimensionamento. La scelta delle tecnologie è dipendente dall'indirizzo produttivo scelto, mentre la dimensione della scala di produzione dell'impianto dipende dalla capacità produttiva di materie prime e di beni intermedi che il territorio è in grado di fornire in un raggio massimo di 50 km di distanza dall'impianto di trasformazione. Questa disponibilità dipende dalla capacità di coinvolgimento dei produttori agricoli e dalla loro disponibilità ad introdurre colture alternative dedicate alla produzione di biocombustibili.
• Sito. La scelta del sito è legata alla capacità di conformare l'area di produzione vincolata all'indirizzo colturale, la possibilità di dare all'impianto una dimensione idonea ad assicurare sufficienti economie di scala e a coinvolgere la maggiore superficie agricola marginale da riconvertire a colture bioenergetiche.
Lo studio di prefattibilità si è chiuso con l’elaborazione di un progetto di massima dei possibili interventi da attuare, sulla base del quale potranno essere definiti gli accordi con i soggetti coinvolti nella fornitura di input quali produttori agricoli, fornitori di tecnologie, formatori di tecnici e risorse umane, autorità di governo ai vari livelli.