Le attività di sviluppo di tecnologie aerospaziali hanno l’obiettivo generale di acquisire/sviluppare in modo organico le tecnologie abilitanti, che permettano alle imprese interessate della Puglia di inserirsi permanentemente nei programmi europei e nazionali di esplorazione spaziale.
Il settore aerospaziale rappresenta una piccola frazione della produzione mondiale di tecnologie, ma ricopre un interesse strategico in tutti i paesi a tecnologie avanzate sia per la capacità intrinseca di sviluppare prodotti/servizi innovativi sia per le diffuse interdipendenze settoriali e tecnologiche che conferiscono al settore stesso il ruolo di infrastruttura tecnologica.
L’Europa ha sviluppato un programma di attività aerospaziali significativo su scala globale, essenzialmente attraverso programmi di cooperazione multilaterale gestiti dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’Italia rappresenta il terzo soggetto finanziatore dell’ESA ed il quarto stato per dimensione dell’industria spaziale, dopo Francia, Germania e Regno Unito.
I programmi nazionali sono gestiti in massima parte dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
La Puglia è l’unica regione del Mezzogiorno a non ospitare un laboratorio per la ricerca aerospaziale, pur avendo numerose imprese interessate e tecnicamente integrabili in un programma di sviluppo di prodotti/servizi per l’aerospaziale, e una rete diffusa e ben strutturata di istituzioni di ricerca e sviluppo knowledge-based.
Il Progetto intende potenziare le attività di applicazione della Fotonica allo Spazio, già esistenti nella Regione Puglia (es. Politecnico di Bari) per lo sviluppo di infrastrutture di ricerca al fine di costituire un valido supporto per l’acquisizione di know-how di alto livello scientifico sulle tecnologie aerospaziali abilitanti. L’infrastruttura in questione, nella forma di laboratorio pubblico-privato, intende creare l’ambiente idoneo nel quale sia possibile definire requisiti, studiare le ipotesi tecniche, realizzare i modelli matematici e sperimentali, effettuare le prove ed, eventualmente, mettere a punto attività sperimentali abilitanti da effettuare nello spazio.
I risultati attesi dal progetto sono:
1) Attrezzare un ambiente per lo svolgimento delle attività di R&S anche a supporto di imprese, università, centri di ricerca;
2) Acquisire le tecnologie necessarie per portare a regime il laboratorio;
3) Unire le competenze e le capacità presenti sul territorio regionale per l’attuazione di progetti di comune interesse;
4) Gestire le ricadute dei programmi/progetti realizzati costituendo spin-off allo scopo di massimizzare il vantaggio competitivo del sistema industriale regionale e contribuire a rafforzare la competitività del sistema nazionale;
5) Consentire lo sviluppo di nuove aziende siano esse spin-in o spin-off dei programmi.
Un’analisi preliminare condotta dal CIRP ha consentito di individuare le attività economiche che si possono considerate più strettamente connesse alle applicazioni aerospaziali. Il secondo passo dell’analisi ha portato all’individuazione di un significativo campione di aziende presenti sul territorio pugliese che svolgono, come “core business”, complementari o strumentali, attività attinenti all’industria aerospaziale. Un ulteriore passo dell’analisi ha riguardato la richiesta alle aziende di una manifestazione di interesse per il potenziale coinvolgimento nello sviluppo del laboratorio.
A livello nazionale lo sviluppo del Progetto prevede una stretta collaborazione con associazioni ed aziende, direttamente coinvolte nella realizzazione di attività in ambito aerospaziale. Fra queste vanno citate alcune aziende del Gruppo Finmeccanica, quali ad esempio Thales Alenia Space delle sedi di Roma, Torino e Milano.